Extinction Rebellion Italia: la ribellione 2020

Dal 5 all’11 ottobre Extinction Rebellion Italia entrerà in azione a Roma, mettendo in atto azioni di disobbedienza civile nonviolenta.

Siamo giunti a una fase in cui le crisi globali si stanno intersecando. Crisi climatica, collasso ecologico, Covid – 19, ingiustizia razziale, patriarcato, sono sintomi di un sistema tossico che ci sta portando al collasso sociale. L’umanità è a un bivio. O cambiamo radicalmente il nostro attuale modello di sviluppo, mentre ci riprendiamo dalla pandemia, portando rapidamente allo zero netto le emissioni di gas climalteranti su scala mondiale, ponendo fine alla distruzione di interi ecosistemi e costruendo una società più giusta, inclusiva più e più umana, o perderemo per sempre la nostra migliore (e forse ultima) occasione di mitigare il peggioramento dell’emergenza ecologica e climatica. Non c’è più tempo! Crisi non deve necessariamente significare collasso globale. È giunto il momento di decidere insieme come avviare la transizione ecologica in queste molteplici emergenze.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere e parlare con Marco Pitò, membro del self organising system di Extinction Rebellion Italia (gruppo che diffonde pratiche e conoscenze per raggiungere un’autorganizzazione decentralizzata ed efficace) e in particolare gestore del Glassfrog.

Marco ci ha raccontato come è nata e di cosa si occupa Extinction Rebellion e di come vuole innescare il cambiamento.

Extinction Rebellion è un movimento internazionale ed apartitico. È  fondato sull’azione diretta nonviolenta e sulla disobbedienza civile di massa come mezzi per indurre i governi ad agire, urgentemente, per contrastare l’emergenza delle crisi climatica ed ecologica, così come descritte ed attestate dalla comunità scientifica internazionale.

XR è un movimento nato nel Regno Unito il 31 Ottobre 2018. In quella data venne annunciata la Dichiarazione di Ribellione contro il Governo britannico e la sua immobilità di fronte alle crisi climatica ed ecologica. Nelle settimane successive 6.000 “ribelli” arrivarono a Londra da ogni parte del Regno Unito e d’Europa per prendere parte alla prima Ribellione. Il 17 novembre, vennero pacificamente bloccati cinque ponti sul Tamigi, ci furono azioni di blocco durante tutta la settimana. Il 24 novembre alcuni ribelli si incollarono ai cancelli di Buckingham Palace con una lettera indirizzata alla Regina d’Inghilterra. Extinction Rebellion era ufficialmente nato. La “chiamata alla ribellione” divenne rapidamente globale, con gruppi che nelle seguenti settimane si formarono in tutto il mondo.

©Extinction Rebellion Italia – Ribellione di Roma 5-11 Ottobre 2020

Extinction Rebellion nasce e sviluppa le sue istanze su dati scientifici condivisi ed accettati dall’intera comunità scientifica internazionale. Questi dati riportano inequivocabilmente che a livello planetario siamo in presenza di una situazione di gravissima e pressante emergenza. Questo stato di emergenza si manifesta sia sotto l’aspetto delle minacce portate dai cambiamenti climatici sia sotto l’aspetto del collasso ecologico.

Extinction Rebellion fonda i suoi obiettivi su tre richieste fondamentali che raccolgono le istanze di gravità e urgenza della situazione.

1. Dire la verità

Viene chiesto al Governo di dichiarare l’emergenza climatica ed ecologica e di comunicare con chiarezza la gravità della situazione e l’urgenza di un cambiamento trasformativo radicale. I governi devono comunicare in modo massiccio con tutti i media per informare il pubblico e promuovere la consapevolezza sociale ed ambientale nel senso più ampio.

2. Agire ora

Viene chiesto che si fermi la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità e che si portino allo zero netto le emissioni di gas serra entro il 2025. Di fatto, è la scienza stessa a indicare l’urgenza espressa da questa istanza.

3. Oltre la politica

Viene chiesto al Governo di costituire ed essere guidato dalle decisioni di un’assemblea di cittadini sulle tematiche legate alla giustizia climatica ed ecologica. Si propone, cioè, l’affiancamento di assemblee di cittadini e cittadine informati chiamati a deliberare sulla base di evidenze scientifiche fattuali anziché su basi economiche e politiche.

Una delle caratteristiche che contraddistingue Extinction Rebellion è la sua natura inclusiva: tutti e tutte devono poter partecipare alla ribellione.

Anziani, famiglie con bambini, persone con disabilità, differenti orientamenti o credenze religiose. XR desidera che qualsiasi barriera sociale e culturale venga abbattuta al fine di raggiungere insieme gli obbiettivi.

Perché partecipare alla ribellione di ottobre? Perché abbiamo poco tempo!

Il dato di fatto è che se non verranno prese misure urgenti, radicali, pesanti e impopolari per fermare l’emissione di gas climalteranti e la distruzione degli ecosistemi nel brevissimo termine, vi è una probabilità inaccettabilmente alta che le società come le conosciamo siano destinate a collassare. Entro pochi anni, vari meccanismi geobiofisici di rinforzo (retroazioni, note come “circoli viziosi”) legati al riscaldamento globale provocheranno inondazioni e siccità su scala talmenta ampia da far collassare la capacità globale di produzione agricola, e perciò di cibo.

Nessuno dei proponimenti politici globali ratificati a partire dalla Conferenza di Stoccolma del 1972, passando per Rio 1992, per il Protocollo di Kyoto e arrivando all’Accordo di Parigi, è stato mantenuto, né ha sortito alcun effetto. Di contro, gli incentivi monetari erogati dai governi in un anno alle compagnie di estrazione dei combustibili fossili (2018, pre e post/tax) ammontano alla sbalorditiva cifra di 5.700 miliardi di dollari ( Fondo Monetario Internazionale), dando la precisa sensazione che di fatto non esista alcuna effettiva volontà politica ad affrontare la realtà dell’emergenza.

Il perché di tutto ciò è oggetto di analisi da parte delle scienze sociali e della psicologia, ma resta il fatto che non c’è quasi più tempo per riformare la filiera informativa che dalla scienza arriva ai decisori politici, né di spezzare i legami tra la politica e le lobbies del business as usual.

Oltre a fare scelte responsabili nella nostra vita quotidiana, come ci dice Marco, bisogna unirsi per far muovere i Governi.

Visitate il sito di Extinction Rebellion per avere aggiornamenti sulle varie forme di ribellione messe in atto questa settimana.

Partecipate, fate sentire la vostra voce.

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