A breve, dal 22 al 28 aprile 2019, verrà celebrata la Fashion Revolution Week. Che cos’è è perché è tanto importante per il modo della moda etica e sostenibile?


Può sembrare strano descrivere la moda come una questione sociale, ma i dati relativi all’impatto ambientale ed umano di questa industria sono più che idonei a qualificarla così!

Il termine “moda etica” è iniziato a circolare fra i più a seguito della tragedia di Rana Plaza.


Il 24 aprile del 2013 crollò a Dacca una palazzina di otto piani dove erano collocate 5 diverse fabbriche tessili di abbigliamento per marchi internazionali.

Nel crollo dell’edificio morirono 1.129 persone e ne rimasero ferite più di 2.500.

Solo dopo questa terribile tragedia il mondo ha iniziato a rendersi conto delle conseguenze umane del frenetico mercato della moda.

A seguito del crollo di Rana Plaza diversi pionieri del mondo della moda hanno fondato l’associazione no profit Fashion revolution, con lo scopo di fare pressione sui brand affinché dirigano le loro politiche aziendali verso una sostenibilità sociale ed ambientale.

Elemento fondamentale e caratterizzante l’attività di Fahion revolution è puntare alla trasparenza.
Solo attraverso una filiera di produzione trasparente è possibile monitorare che non avvengano abusi umani ed ambientali.

E grazie ad una sensazionale campagna di comunicazione il movimento ha lanciato il famosissimo hastag #whomademyclothes chiedendo a tutti di indossare un proprio capo di abbigliamento al rovescio, in modo da far vedere l’etichetta, e indirizzare la domanda ai brand che hanno prodotto il capo.

Prepariamoci a partecipare alla fashion revolution week…anche solo con un selfie e la domanda #whomademyclothes, perché è solo facendo pressione, solo chiedendo trasparenza e rispetto dei diritti umani ed ambientali potremo uniti contribuire a cambiare il mondo della moda.