Il 14 aprile torniamo per le strade — o meglio, nelle aule — con ago e filo in mano. Perché riparare è resistere.
📅 QUANDO 14 Aprile 2026 ore 10:00 – 13:00
📍 DOVE IED Firenze Via Bufalini — Firenze
🧵 COSA TROVERAI Postazioni di rammendo, tecniche di riparazione, lavori degli studenti IED e spazio per lavorare sui tuoi capi 🎟 INGRESSO Libero e aperto a tutti. Porta un capo da riparare.
Dal Rana Plaza a oggi: cosa non possiamo più ignorare
Era il 24 aprile 2013 quando il Rana Plaza, un edificio di otto piani alla periferia di Dacca, in Bangladesh, crollava su se stesso portando con sé 1.138 vite. I sindacati di tutto il mondo lo hanno definito un genocidio industriale — il più letale crollo non intenzionale di un edificio in epoca moderna. Dentro c’erano cucitori, ricamatrici, operai tessili: persone che lavoravano per i grandi brand della moda globale in condizioni di totale invisibilità.
Quel giorno è nata Fashion Revolution. E con essa una domanda semplice, dirompente, ancora attualissima: chi ha fatto i miei vestiti?
Nel 2013 potevamo ancora essere giustificati dal non sapere. Eravamo passati dal pagare un capo quanto alcuni giorni di salario medio al pagarlo meno di mezz’ora del nostro tempo lavorativo, senza che quasi nessuno se ne fosse accorto o avesse chiesto perché. Oggi, nel 2026, dopo tredici anni di battaglie, articoli, documentari e approfondimenti, non possiamo più permetterci di ignorare il modello di business che governa i nostri acquisti. Sapere è diventato una responsabilità. E scegliere, di conseguenza, un atto politico.
92M −30% tonnellate di rifiuti tessili prodotte ogni anno di impatto ambientale prolungando la vita di un capo di 9 mesi
Riparare è resistere
Il rammendo non è più quello di un tempo — o meglio, è molto di più. Nel termine convergono oggi significati che vanno ben oltre la tecnica: riaggiustare una cosa, certo, ma anche ricucire un sistema moda che non può più andare avanti come ha fatto finora. Mettere insieme pezzi di storie diverse per raccontarne di nuove. Recuperare competenze che si sono perse nel tempo, o rammendare valori che sembravano dimenticati — la cura, la lentezza, il rispetto per il lavoro umano e per la materia.
«Il visible mending è più che rammendare un buco. È un movimento di protesta, una forma d’arte e una dichiarazione di stile.» Kate Sequels, Mend
Il termine visible mending ha iniziato a circolare intorno al 2012/2013. Secondo Kate Sequels, il primo a coniarlo è stato Tom Van Deijnen, conosciuto come Tom of Holland. Ma come lui stesso riconosce, non è stato l’inventore della pratica: molti artisti hanno usato il rammendo prima di lui — da Celia Pym all’artista modernista italiano Enzo Mari, che riparava i mobili in modo volutamente visibile. E possiamo pensare anche alla tradizione giapponese del Wabi Sabi, che da secoli trova bellezza nell’imperfezione e nella traccia del tempo, o al Kintsugi — l’arte di riparare la ceramica rotta con oro, rendendo le fratture parte della bellezza dell’oggetto.
Ciò che è cambiato è la consapevolezza collettiva attorno a questa pratica. Rammendare in pubblico significa affermare che prendersi cura delle cose richiede tempo, e che questo tempo ha valore. Significa opporre alla logica dell’usa e getta un tempo radicalmente diverso — lento, attento, stratificato. Ogni punto visibile è una traccia del tempo passato, una memoria cucita nella materia.
Fare bene alle cose e a sé stessi
Riparare, lo dicono anche i dati scientifici, ripara anche chi ripara. Una scoping review pubblicata nel 2024 sulla rivista Issues in Mental Health Nursing, che ha analizzato 25 studi su cucito, maglia, uncinetto, ricamo e quilting, ha concluso che le attività di needlecraft hanno un effetto positivo sulla salute mentale e sul benessere generale: migliorano l’umore, rafforzano il senso di appartenenza, alimentano il senso di scopo e contribuiscono all’identità personale. Uno studio dell’Università di Göteborg ha inoltre rilevato che durante il lavoro a maglia il pensiero diventa più chiaro e gestibile, e che l’attività porta struttura e calma nella vita quotidiana.
Un gesto che fa bene all’ambiente, all’economia e alla persona — tutto insieme, con ago e filo.
| +1,3 anni | 19/19 |
| aggiunti in media alla vita di un capo grazie a una singola riparazione | studi scientifici che documentano miglioramenti dell’umore dopo attività manuali creative |
Il 14 aprile a Firenze: vieni a rammendare con noi
In occasione della Fashion Revolution Week, Dress the Change e lo IED di Firenze aprono le porte per una mattina di rammendo collettivo e visibile. Il Mend in Public Day si terrà il 14 aprile 2026 dalle 10 alle 13 presso la sede IED di Via Bufalini, Firenze.
Verranno allestite postazioni di rammendo dove sarà possibile imparare le tecniche di riparazione guidati da esperti, osservare i lavori degli studenti del corso di Textile Design – Eco-Threads: Materials and Circularity coordinato da Umberto Sannino, e lavorare direttamente sui propri capi portati da casa.
Non serve essere esperti. Basta portare un capo che vuoi salvare — e la voglia di imparare che le cose possono durare.
«Rammendare un capo significa riconoscergli una nuova dignità e un nuovo valore.» Dress the Change
Il rammendo condiviso diventa così non solo un gesto sostenibile, ma un nuovo immaginario: quello di un tempo che non corre verso il prossimo acquisto, ma si ferma, osserva, e ricuce.
Ti aspettiamo.
Leave a Reply