Un progetto concreto di rilancio dei marchi HENRY COTTON, MARINA YACHTING e MCS (Ex Marlboro Classic) attraverso il primo polo SPORTWEAR Etico-Sostenibile tra Mestre e Treviso.

Per anni Mcs (ex Marlboro Classics), ex gruppo Valentino di Valdagno e Marina Yachting con Henry Cotton’s (del gruppo ISC-Industries Sportswear Company) ex Moncler, sono stati tra le realtà più brillanti del “affordable Luxury”, capaci di fatturare rispettivamente 110 e 135 milioni nel 2013, ma ad ottobre 2017, il Tribunale di Venezia ha dichiarato fallimento per le tre griffe di proprietà di Emerisque Brands avviato la liquidazione con esercizio provvisorio.

Oggi l’azienda sta continuando a lavorare attraverso i suoi negozi di proprietà.

Dei manager interni al ex gruppo Emerisque di Mestre, hanno depositato lo scorso marzo  presso il tribunale a Venezia un piano di rilancio dei marchi Henry Cotton, Marina Yachting e MCS (ex Marlboro Classic) ed il futuro rilancio internazionale di Coast Weber Ahaus attraverso la realizzazione del primo polo aziendale italiano, fondato su strategie di sostenibilità, Etica e territorialità.

Come sostiene Alessandro Crosato, Design Director e promotore di questo progetto, supportato dal dott. Giovanni Girotto, per molti anni imprenditore nel mondo del tessile italiano, da altri imprenditori locali e dall’avv. Adriano Pelis Sansedoni: “noi manager stiamo facendo tutto il possibile per trovare una soluzione di continuità all’azienda attuale, dar vita entro pochi mesi, ad un progetto innovativo sia per il territorio italiano che per i marchi stessi.

 

Purtroppo la situazione è molto complicata perché la comunicazione con Emerisque è molto “complessa”. La nostra proposta nasce dalla consapevolezza del potenziale di questa azienda,nonostante gli errori commessi in passato che hanno portato a questa grave crisi. (…) Viviamo questo momento di crisi come una opportunità di rinnovamento che questa azienda si merita. Nel mondo eravamo riconosciuti come uno dei poli aziendali piú importanti in Italia nel segmento dello sportswear e siamo convinti che, con le adeguate scelte, ci sia la possibilità di ridiventare attori primari di questo mercato.

Siamo consci che il mondo della moda è in forte fermento sotto tutti i punti di vista: stile, modelli aziendali, distribuzione. Il nostro obiettivo è ambizioso ed è quello di diventare il riferimento italiano per l’abbigliamento con un progetto all’avanguardia e innovativa, in una prospettiva di economia industriale più sostenibile ed etica in Italia e nel Veneto”.

Il progetto prevede nei prossimi anni il reintegro della maggior parte del personale interno, attualmente in cassa integrazione o sospeso in attesa di un futuro ancora molto incerto. Per quanto riguarda i dipendenti occupati nei negozi, la continuità sembra più garantita in quanto ad oggi è l’unica parte dell’azienda funzionante.

Il rapporto con il territorio sarà uno dei punti centrali. L’obiettivo è quello di accorciare la filiera produttiva, applicando strategie ad hoc per avvicinare il più possibile le materie prime alla manifattura italiana, realizzando lotti di micro produzioni nel territorio nazionale più diversificati e meno standardizzati.

 

Facciamo un grandissimo in bocca al lupo ad Alessandro e al suo team, nella speranza che anche l’Italia diventi un polo all’avanguardia nella moda sostenibile.