Solo una T-shirt, naturale, della più alta qualità e 100% sostenibile.

Era il 2015 quando in una trafficata piazza di Berlino comparve una macchinetta automatica che vendeva magliette a soli due euro. L’idea era di Carry Somers e Orsola de Castro, fondatrici di Fashion Revolution, il movimento no-profit di risveglio collettivo nei confronti dell’industria della moda.

Le magliette in vendita erano, ovviamente, una provocazione: nessun capo di abbigliamento può costare così poco.

Quella maglietta bianca in una vending machine divenne facilmente un simbolo. Ancora oggi è possibile interrogarci sul capo più semplice in assoluto, che è proprio per questo anche il più necessario.

OAR Basics è un progetto inglese creato da Kim Trager con il proposito di far ripartire la moda dai suoi minimi termini.

Di origini danesi, il designer si è formato alla Central Saint Martins di Londra e da sempre porta con sé una forte affinità con il contesto rurale. Questo non significa che la sua visione sia naïf. Tutt’altro: dopo aver lavorato per anni nel settore del luxury fashion, Trager ha aperto gli occhi sulla progressiva accelerazione dei marchi nell’ingaggiare nuove idee per sfornare sempre più collezioni. Questa continua richiesta creativa non poteva sposarsi con un’etica di lavoro ed ambientale sostenibili.

OAR basics rappresenta un esperimento ed una provocazione.

Image credits to @oarbasics

Trager definisce la maglietta “un’uniforme” e ricorda i tempi in cui lavorava a collezioni eccentriche indossando solo basics.
Il progetto ha richiesto una lunga ricerca su tutte le fasi della filiera.

OAR ci mostra che dietro ad una maglietta c’è davvero un mondo.

Tra i tanti aspetti su cui Trager si è soffermato, fa riflettere la sua scelta di produrre le magliette in India presso cooperative sociali: trovare il perfetto produttore sostenibile in Europa sarebbe stato molto più difficile, oltre che eccessivamente prolifico, dato che le compagnie Europee hanno dei quantitativi minimi più elevati.

Il sito di OAR Basics è un riassunto efficace, un manifesto, di una ricerca complessa in tema di sostenibilità e abbigliamento.

Troviamo indicato il dettaglio su provenienza e il tipo di cotone organico utilizzato, scelte di lavorazione, utilizzo delle risorse quali acqua e suolo, eventuali tinture. Oltre alla maglietta, sono in cantiere alcuni altri basics progettati con la stessa attenzione.

OAR sostiene inoltre CarboTax, un’associazione che raccoglie fondi da devolvere in iniziative ambientali, in collaborazione con Oceans5, Natural Capital Partners, Forest And Sea Fund.

Questa la dichiarazione di Trager in merito: “Per sua natura, la produzione produrrà sempre un output di CO2. Anche se lavoriamo sodo per ridurre questa emissione al minimo, per essere davvero carbon-free dovremmo essere nudi. Per questo, abbiamo deciso di scegliere la seconda opzione migliore: aggiungere al prezzo una donazione a Carbotax”.