L’estate è finalmente alle porte e come ogni anno ci si prepara alle vacanze con l’elenco delle cose da portare in valigia. Immancabili per una vacanza al mare sono le classiche infradito. Basti pensare che fanno parte del guardaroba di 3 miliardi di persone.

I sandali infradito esistono fin dai tempi degli antichi Egizi e nel corso dei millenni sono stati realizzati con i più svariati materiali.

Oramai, però, siamo abituati a vederli quasi esclusivamente di plastica.

È stato stimato che degli 8 milioni di tonnellate di plastica che annualmente si riversano sui nostri oceani, le infradito da sole raggiungano le 90 tonnellate. 

Perchè questo?

Perchè siamo abituati a trovarle sul mercato a prezzi bassissimi. Il basso costo, come in tutti i casi di fast fashion, porta con sè una bassa qualità del prodotto, che ci porta a comprare ogni anno un nuovo paio di infradito.

E se quest’estate cambiassimo rotta? Perchè non investire qualche euro in più per delle infradito ecologiche e sostenibili?

Abbiamo trovato, navigando on line, tre brand che realizzano infradito ecologiche. Eccoli!

Ecoalf

Ecoalf è un brand spagnolo di abbigliamento nato nel 2009, che realizza capi di abbigliamento dalla trasformazione di rifiuti come reti da pescabottiglie di plasticaruote e persino residui di caffè. Questo brand propone delle infradito realizzate al 100% con plastica riciclata.

Amazonas

Le infradito Amazonas sono nate in Brasile e vengono realizzate con scarti di gomma e tessuto.

Ethletic

Ethletic realizza scarpe nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori. Sono state le prime scarpe in assoluto a ricevere la certificazione Fair Trade
La loro filiera di produzione in Pakistan è trasparente e sono realizzati con suola in gomma naturale FCS certificata (Forest Stewardship Council).

Vi segnaliamo, infine, questa iniziativa nata a Kiwayu, una piccola isola dell’arcipelago delle Lamu, nel cuore della riserva marina nazionale di Kiunga: Oceansole.

Questa organizzazione raccoglie e ricicla infradito per realizzare giocattoli e sculture. Il materiale grezzo viene ripulito con detersivi ecologici e selezionato in base al colore. Il personale addetto si occupa successivamente di incollare, compattare e preparare al taglio i materiali prima di trasferirli nelle mani di veri e propri artisti. Sono 700 le persone che oggi lavorano per Ocean Sole e che provengono dalle comunità rurali di Kiwayu.
Un business etico e sociale che ha consentito finora il riciclo di circa 400mila infradito l’anno, grazie al commercio di questi oggetti d’arte in tutto il mondo.