Riverblue è un pluripremiato documentario incentrato sull’impatto che la manifattura dei nostri abiti ha su alcuni dei principali fiumi del pianeta.

Come oramai tristemente noto, l’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo.

Miliardi di litri di acqua sono usati nei processi di produzione dei nostri vestiti e l’acqua usata per trattare i tessuti con sostanze chimiche viene scaricata direttamente nei fiumi dei Paesi dove i nostri vestiti vengono realizzati.


Riverblue ha attraversato il globo, documentando i principali fiumi colpiti dalle industrie della moda.

Il documentario spiega l’origine della delocalizzazione delle industrie tessili dai Paesi Americani ai Paesi Asiatici come conseguenza diretta dell’Accordo Nordamericano per il Libero Scambio (Nafta). A seguito di questo trattato, infatti, numerosi brand di abbigliamento hanno deciso, per strategie economiche senza scrupoli, di far produrre i propri jeans ed altri prodotti tessili in Paesi dove la normativa a tutela dell’ambiente è vergognosamente inadeguata.

I principali paesi della delocalizzazione industriale sono: Cina, Bangladesh ed India.

Il film parte raccontando come l’industria della moda abbia portato un enorme beneficio economico a questi paesi.

Eppure, il prezzo di questa “ricchezza” sta costando caro alla popolazione, che subisce in prima linea gli effetti negativi sulla propria salute.

Si registra, infatti, un incremento di malattie quali cancro al fegato e patologie gastrointestinali causate dalla contaminazione delle acque.

In Bangladesh le concerie e gli stabilimenti produttivi scaricano le proprie acque reflue nel fiume Buriganga, causandone la totale distruzione.


Il fiume Buriganga è il secondo più inquinato al mondo e i biologi l’hanno decretato ufficialmente “morto” perché ormai incapace di ospitare qualsiasi forma di vita.

In India l’industria tessile e del denim sta mettendo a serio repentaglio la conservazione del fiume Gange e delle miriadi di persone che si recano in pellegrinaggio ogni anno per bagnarsi nelle sue acque.

River Blue, attraverso immagini inedite e scioccantied una narrazione chiaratocca il cuore e la coscienza dello spettatore

Dopo aver visto che i nostri vestiti vengono prodotti nella più totale mancanza di rispetto della natura e dell’essere umano, il consumatore non potrà più entrare a cuor leggero in un negozio di abiti.

River blue trasmette un messaggio chiaro al mondo della moda, ma soprattutto al consumatore affinché le scelte di acquisto diventino più consapevoli e responsabili. 

Il documentario termina con diverse note positive, offrendo un nuovo punto di vista focalizzato sulla possibilità di trasformare l’industria dell’abbigliamento in una realtà più sostenibile.

River Blue è una call to action a cui non possiamo non rispondere!