Il 24 aprile del 2013 crollò a Rana Plaza una palazzina di otto piani  in cui erano concentrate un centinaio di di micro aziende tessili che lavoravano per oltre trenta marchi internazionali della moda tra cui H&M, Wolmart e le italiane Kappa e Benetton.

Un evento devastante in cui morirono 1129 persone e ne rimasero ferite più di 2500.

A distanza di 6 anni mentre si parla sempre di più di sostenibilità ambientale, la sostenibilità sociale sembra non essere fra le priorità delle aziende di moda.

In questi giorni chiediamo con più intensità ai grandi brand di sapere chi ha fatto i nostri vestiti, di rendere pubblica la catena di fornitura per permettere di verificare che vengano rispettati i diritti dei lavoratori.

Usiamo i social per veicolare questi messaggi di solidarietà e far pressione ai grandi marchi. Questi i principali hashtag da usare:
#RanaPlaza #NeverAgain #Whomademyclothes

Ecco alcuni documentari per sapere di più sulla tragedia di Rana Plaza:

Reportage di Liza Boschin e Elena Marzanohttp://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-32d3b3be-421e-4164-af7b-d75aac92e530.html (italiano)

Tears in the Fabrictearsinthefabric.com/ (in inglese)

Clothes to Die Fordailymotion.com/video/x27j5wi_clothes-to-die-for-rana-plaza-disaster-bangladesh_news (in inglese)

Fashion Victims: abc.net.au/4corners/stories/2013/06/25/3785918.htm (in inglese)

The Deadly Cost of Fashion: youtube.com/watch?v=9Fkhzdc4ybw (in inglese)

Victim of Bangladesh factory collapse shares story: cbsnews.com/videos/victim-of-bangladesh-factory-collapse-shares-story/(in inglese)