Una delle principali conseguenze dopo la tragedia di Rana Plaza, dal punto di vista della tutela dei lavoratori, è stato il il Bangladesh Accord (Accordo per la sicurezza negli edifici e la prevenzione degli incendi in Bangladesh).

Il Bangladesh Accord è un accordo vincolante siglato da 190 brand internazionali e rappresentanti delle parti sociali indiane per garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro degli operai tessili.

Le azioni poste in essere attraverso l’accordo hanno riguardato, finora, 1600 fabbriche e e 2.000.000 di lavoratori.

L’operato dell’Accordo agisce in via preventiva attraverso:
– ispezioni terze ed imparziali sullo stato di conservazione delle fabbriche tessili;
– divulgazioni pubbliche dei resoconti e dei piani d’azione correttivi;
– formazione dei lavoratori con corsi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.


L’adesione al Bangladesh Accord rappresenta un modo altamente credibile per le industrie tessili di adempiere agli obblighi di due diligence e garantire che almeno le condizioni di lavoro degli operai delle loro catene di fornitura siano sicure.


L’operato dell’Accordo è, purtroppo, messo a rischio da una decisione del tribunale dell’Alta Corte Indiana che vorrebbe consegnare le attività di monitoraggio ad un ente normativo statale, la Remediation Co-Ordination Cell.


Contro questa sentenza è stato fatto appello e si attende il 15 aprile per conoscere le sorti del Bangladesh Accord.

Numerose le prese di posizione contro la sentenza di primo grado.

Il direttore esecutivo dell’Accordo Rob Wayss – a quanto riporta l’agenzia internazionale Reuters – ha dichiarato che la chiusura degli uffici di Dacca costringerebbe l’organizzazione a traslocare di Amsterdam. Ma tale spostamento aumenterebbe i costi per tutti, danneggiando anche i fornitori.

Numerosi i rischi per i lavoratori. Ecco una testimonianza dell’attivista sindacale Kalpona Akter, la fondatrice e il direttore esecutivo del Bangladesh Centre for Worker Solidarity.

https://it.globalvoices.org/2019/01/il-bangladesh-pone-fine-allaccordo-sulla-sicurezza-dellindustria-tessile-ma-i-lavoratori-non-vogliono-rischiare-la-vita/

Secondo Clean Clothes Campaign … le agenzie nazionali di ispezione del Bangladesh non soddisfino ancora gli standard previsti in materia di trasparenza, monitoraggio o esecuzione”.

Uniamo le nostri voci in un coro diretto da Clean Clothe Campaign: utilizziamo i social network per far girare queste informazioni!
#RanaPlazaNeverAgain #ProtectProgress